
DIARIO DI VIAGGIO
appunti sparsi presi lungo i nostri incontri, fatti di parole, nomi, immagini, testi, video, canzoni, passeggiate, luoghi, eventi, ricordi, citazioni, progetti, divagazioni, visioni, emozioni, sensazioni, riflessioni, vino, cibo, cafè, sigarette….
Un indice attraverso cui ritrovare l’ossatura degli incontri.
18 ottobre 2023:
Animot. N 13, So Long, and Thanks for All the Fish
https://www.radioarte.it/calendario/podcast/casa-degli-artisti-1-animot/
20 ottobre 2023: Pietro Gaglianò
e
21 ottobre 2023: Serena Carbone
Pedagogia sperimentale, informale
Opporre alla passività della didattica trasmissiva e verticale, si propone una didattica partecipativa e costruttivista, orizzontale, uno scambio mutuabile.
Il nome collettivo è assonante con il termine colectivo, nome dato in Argentina e in altri paesi del Sud America agli autobus pubblici, viene dalla locuzione spagnola vehículos de transporte colectivo (veicolo di trasporto collettivo), che riflette la loro origine come taxi collettivi.
Tutto il Novecento ha lavorato sulla scomparsa dell’oggetto, ora su quella del soggetto.
Il termine compost, che significa sciogliersi, è opposto alla tipica visione fallica patriarcale, una società accentratrice ed egotica che progetta il mondo.
Al suo posto, una negoziazione continua, lo sciogliersi in una dimensione comune, in cui ognuno toglie qualcosa di sé per far posto all’altro.
https://not.neroeditions.com/i-bambini-del-compost/
Reciprocità e mutualismo, da sempre parole chiave dell’anarchismo.
Il collettivo è qualcosa di elettivo, di scelta, una casa comune e condivisa, una casa “dove appendere il cappello”, come diceva Bruce Chatwin.
Reciprocità, dal latino, unisce due parole, rectus-procus-cum, ovvero vado avanti e torno indietro, come le onde sulla battigia.
Bisogna negoziare sul concetto di autorialità, sforzare la progettualità e le aspettative, è un esercizio difficile ma produttivo. La fiducia è alla base di un collettivo, di un progetto comune, l’affidarsi.
Il mutuo appoggio: un fattore dell'evoluzione è una raccolta di saggi del naturalista e filosofo anarchico russo Peter Kropotkin del 1902.
Il mito capitalista e consumista della crescita continua a discapito degli altri.
Andare, rompere etichette e cliché, il conflitto e il fallimento fanno parte del progetto di un collettivo.
Kateřina Šedá
https://www.katerinaseda.cz/en/
La raccolta delle tracce è un metodo libero e poroso, migliore rispetto al concetto formalista e strutturato del documentare. È simile al compost. Anche se il documento è più trasmissibile della traccia.
Il processo è l’obbiettivo, non il risultato.
Così, il desiderio ha uno spazio importante, muove, è l’intenzione, quella che dà la vera motivazione all’agire, non il fine imposto. Il desiderio è alla base della pedagogia radicale infatti. Solo così trovo ciò che non so.
Desiderio, motivazione, intenzione, innamoramento sono sinonimi.
Confidenza è un’altra parola chiave.
Progetto nomade della Nuova didattica popolare: l’incontro tra le comunità e i format dell’arte e la pedagogia. Progetto che poi è evoluto in Interventi e parole nello spazio pubblico.
Guilmi Project (2013-2017)
Ogni essere umano è un intellettuale, diceva Gramsci.
Igor Grubic e il suo lavoro sui monumenti abbandonati.
La musicista Nataša Grujović
Progetto I nomi di Capaccio (2021) nell’ambito di Erratica. Laboratorio di arte permanente.
Che nome dareste al vostro paese?
Progetto Le strade di Latronico nell’ambito di A Cielo Aperto
A chi intitolereste le vostre vie?
http://www.associazionevincenzodeluca.com/A_Cielo_Aperto.htm
http://www.associazionevincenzodeluca.com/progetti/PietroGagliano/LeStradeDiLatronico.htm
La storia siamo noi. Una parola per Fermignano. Interventi a parole nello spazio pubblico”, basati sull’indagine del linguaggio verbale delle comunità.
2022
https://comune.fermignano.pu.it/contenuti/1393560/parola-fermignano
teranga in lingua wolof del Senegal significa accoglienza, ospitalità.
Suzanne Lacy
La sua pedagogia è stata chiamata pratica artistico-pedagogica espansa.
https://www.suzannelacy.com/stories-of-work-and-survival/
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9 novembre 2023: Gian Luca Favetto
Voglio chiedersi l’ultimo spettacolo, film e serie che avete visto, e l’ultimo libro letto.
L’ultima passeggiata dove l’avete fatta. Per conoscersi, per dire quanto tutti si sia diversi, per darsi idee, per parlarne, per condividere, per farne parlarne insieme.
Come si fa in casa.
Libri
L’arte del fallimento di Andrea Fazioli
La ricreazione è finita di Dario Ferrari
Sette brevi lezioni di fisica di Carlo Rovelli
Il grande museo vivente dell’immaginazione di Matteo Pericoli
Diario del ladro di Jean Genet
Gli anni di Annie Ernaux
Sillabari di Goffredo Parise
Dove lei non è di Roland Barthes
Poesie di Gloria Fuentes
Crow di Ted Hughes
Un buio diverso di Luigi Musolino
Sputiamo su Hegel Carla Lonzi
Le regine dell'abisso. Come la vita delle balene ci svela il nostro posto nel mondo di Rebecca Giggs
Pourparler e Mille Piani di Gilles Deleuze
Scritti di Simon Weil
Gli anarchici di Pino Casamassima
Film
Io Capitano di Matteo Garrone
Mano d’opera di Alain Ughetto.
About last night di Steve Pink
Strange Way of Life di Pedro Almodóvar
Kinetta di Yorgos Lanthimos
Il buono, il brutto, il cattivo di Sergio Leone
The Lone Ranger di Gore Verbinski
Il cielo sopra Berlino di Wim Wenders
Terrore cieco di Richard Fleischer
Cruising di William Friedkin
Film di Nanni Moretti
Serie
The Office UK
Pluto
Vita da Carlo
Tutto chiede salvezza
Shameless
La signora Maisel
The Bear
Entrapped
Twin Peaks
This is How the World Ends di Gregg Araki
Serie con David Byrne
I’m dying up here
The deuce - La via del porno
Spettacoli
Spettacolo di Antonio Rezza
Spettacolo di Mariangela Gualtieri
M di Massimo Popolizio
Antigone in Amazzonia di Milo Rau
Una Turandot
Una Cavalleria Rusticana
Metamorfosi di Manuela Infante
The Present Is Not Enough di Silvia Calderoni e Ilenia Caleo
Mine vaganti di Ferzan Özpetek
El libro de Sicilia di Pablo Fidalgo
……….
La poesia non è solo un verso.
Il barone rampante di Italo Calvino.
Disattenzione e Monologo per Cassandra di Wisława Szymborska
Bruce Springsteen “Dream baby dream”
Il video è un racconto corale, quello che è al centro è il pubblico, le persone, un ritratto dell’umanità balzachiano, dove non è l’io dell’autore protagonista, ma il suo riflesso, cioè che anima e condivide con gli altri.
Ritorna la parola FIDUCIA come centrale nella comunità.
https://www.youtube.com/watch?v=06fCMfcMnqk&t=47s
I tre talismani per il futuro di Italo Calvino: prima di tutto, imparare ogni giorno delle poesie a memoria…
https://www.youtube.com/watch?v=h9EX2GRhd4Q&t=1s
A un ignoto di Walt Whitman
Comunicare | Comprendere | Condividere: è il percorso tra sé e gli altri, tra l’autore e il pubblico, in genere.
Però, in realtà, in una comunità comunicare non è somministrare ma condividere.
L’incontro è andare verso, mentre comprendere è prendere e portare dentro, così includere è prendere e racchiudere. L’incontro, invece, arriva sul confine, sulla frontiera, fronti che si toccano, nessuno prende e porta via dall’altro, questo è giusto.
Georges Didi-Huberman, autore che nel libro Come le lucciole. Una politica della sopravvivenza parla di Agamben e Pasolini, ha raccontato che ci sono due modi per collezionare farfalle: catturarle, prenderle e metterle nella teca, per poi contemplarle nella loro bellezza morta.
Andare senza retino, cercarle, inseguirle, faticare per un momento di grazie che è la rivelazione della loro bellezza, e a casa portare solo quel momento folgorante e già perduto.
Scripta manent (ut) verba volant: la vera interpretazione è che le parole siano scritte affinché possano poi volare via.
Il lettore fa vivere il libro, lo apre, lo trasforma da scultura tombale in finestra, nuova lettura e interpretazione viva, sempre diversa.
Quando è accaduto che abbiamo separato etica da estetica?
Ospite: in italiano parola stupenda, che non divide ma sovrappone la figura di chi accoglie e di chi è accolto. Una parola e un’immagine perfetta. sono io che accolgo e io che vengo accolto.
Selezione dell’edizione 2023 in corso del Festival Les Instants Vidéo di Marsiglia.
Il festival è diretto da un collettivo orizzontale.
Il festival accoglie un grandissimo archivio frutto dei 36 anni di attività, opere video da 140 paesi del mondo, una sorta di hub tra le sponde del mediterraneo e l’Europa.
Proposta e collaborazione di Visualcontainer
https://filmfreeway.com/instantsvideo
https://www.visualcontainer.org/it/
I quaderni di Malte Laurids Brigge e Lettere a un giovane poeta di Rainer Maria Rilke
Gian Luca Favetto, dopo aver fatto una passeggiata insieme fino a Brera, fino a La Scala, propone per gennaio un lavoro insieme, una restituzione in forma di versa di questa passeggiata, per chi era presente e chi no.
Da questo tavolo che sarà condiviso, nascerà una mappa comune con il titolo di
“La poesia è un giardino meraviglioso con veri rospi dentro”, verso di Marianne Moore.
Gian Luca chiede al collettivo Scafandra di spiegare il senso dell’invito:
sarà un lavoro di documentazione intima in costante movimento, da più prospettive libere, sul processo che si innesca con il camminare e l’esplorare. Poi dai materiali raccolti deriva questa documentazione intima che può essere fatta tramite disegni, poesie, immagini, registrazioni collettive o individuali, si costruisce una mappa. La base è il percorso fatto insieme, coinvolgendo anche chi non c’era, chiedendo loro di portare qualcosa sul generale. L’assenza come la presenza è un fatto interessante da far convogliare dentro, cioè immaginare l’esperienza fatta dagli altri. Una ricostruzione di una geografia intima rispetto a un’esperienza fatta insieme, che poi è raccoglierne le tracce, condividerle e ognuno prenderà quelle che vorrà, diventano degli strumenti.
“L’idea è proprio di mettere tanti elementi diversi su un piano, il materiale collettivo che raccogliamo diventa fonte comune, il bosco che abbiamo seminato, e ciascuno da quel materiale, prende un suono, un’immagine…una castagna, che germina sempre di più in base a chi ritorna, cosa prende e cosa riporta, come lo guarda”, aggiunge Gian Luca.
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9 novembre 2023: Marco Enrico Giacomelli
https://www.radioarte.it/calendario/podcast/casadegliartistimilano-ma-dove-sono-le-opere-d-arte/
SPARSE
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Questa frase l’abbiamo raccolta ascoltando un video del 1972 presentato alla mostra “Car Crash” al PAV di Torino:
“Io voglio essere con un gruppo di amici ma non per far la guerra con altri gruppi di amici. Di solito si fa una comunità e per sentirsi uniti si fa la guerra con un’altra comunità.” Michelangelo Pistoletto.













